Skip to main content

Tra le infinite varianti delle truffe che affliggono la quotidianità, quella dello specchietto retrovisore è tra le più note e ingannevoli. Questo tipo di raggiro punta sulla buona fede delle vittime, spesso anziane o neopatentate, sfruttando situazioni di apparente incidente stradale per ottenere denaro con la scusa di un risarcimento immediato.

A Terzigno, un piccolo centro nel napoletano, questa truffa ha recentemente preso una piega ancora più minacciosa. Un uomo di 35 anni, Bruno Abbruzzese, già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato dai Carabinieri per tentata estorsione e truffa.

Il modus operandi della truffa dello specchietto

Il raggiro segue un copione collaudato: il truffatore simula un danno al proprio veicolo, utilizzando sassi o altri oggetti per creare il rumore di un impatto, e poi accusa la vittima di aver urtato la sua auto. Di fronte al presunto danno, propone un risarcimento diretto per evitare il coinvolgimento delle assicurazioni, spesso paventando un aumento dei premi assicurativi come deterrente.

In molti casi, la somma richiesta è volutamente contenuta, rendendo la proposta apparentemente vantaggiosa per la vittima, che accetta di pagare senza ulteriori verifiche.

Il caso di Terzigno: una truffa con minacce

L’episodio avvenuto ieri sera a Terzigno rappresenta un’evoluzione particolarmente preoccupante di questa truffa. Bruno Abbruzzese ha messo in scena un danno al paraurti e allo sportello del proprio veicolo, accusando la vittima di averli provocati. Tuttavia, di fronte alla riluttanza della vittima a pagare, il truffatore è passato alle minacce, brandendo un cric per intimidire.

Fortunatamente, proprio in quel momento, i Carabinieri della stazione di Terzigno sono intervenuti sul posto. Dopo aver fermato l’uomo armato, le autorità hanno raccolto il racconto della vittima, ricostruendo l’accaduto. Durante la perquisizione del veicolo di Abbruzzese, i militari hanno trovato un barattolo di cera nera, probabilmente utilizzato per simulare graffi sulla carrozzeria e rendere la messinscena più credibile.

Bruno Abbruzzese è stato arrestato e trasferito in carcere, dove rimarrà in attesa di giudizio. La sua azione rappresenta l’ennesimo caso di un fenomeno che, nonostante sia conosciuto, continua a mietere vittime grazie alla capacità dei truffatori di sfruttare momenti di distrazione o vulnerabilità.